sabato 13 luglio 2013

IL VALORE DELLA DISPONIBILITA'

Anche a Rreshen aspettavamo con ansia la venuta del P. Fortunato Romeo, nuovo Provinciale eletto circa tre mesi or sono per guidare tutte le comunità dei Padri Somaschi d'Italia, della Romania, della Polonia e dell'Albania. La sua venuta è stata una occasione di grande festa per noi Padri, per i nostri stretti collaboratori e per tutti gli amici.
Ci ha fatto piacere che il p. Fortunato abbia visitato la scuola,
 la nuova ala che ormai è conclusa e che si inaugurerà a settembre, i locali della comunità e del convitto. Si è potuto intrattenere a lungo con noi quattro padri e ci ha espresso la sua soddisfazione per come siamo inseriti e portiamo avanti il lavoro di educazione e formazione dei giovani a noi affidati.
Per quasi una intera giornata il P. Fortunato ha potuto vedere anche i Villaggi della Mirdita dove ci rechiamo noi Padri per il servizio pastorale, catechetico e liturgico. Gli è piaciuto in particolare l'amiente di Orosh, Fan, Reps, Shpal e  Gesiq,
E la mia strada, con la venuta del P. Provinciale, ha avuto una deviazione. Alla sua richiesta di un mio trasferimento gli ho dato la mia piena disponibilità. In Albania dopo 30 mesi mi sembrava di andare già quasi in pianura e a volte un po' in discesa, mentre la nuova destinazione mi pare nuovamente in salita. Il mio legame con l'Albania era già evidente a molti. Mi trovavo bene con l'ambiente, la cultura, le persone sia giovani che anziane.
Certamente ho riscontrato difficoltà e limiti sia in me stesso che negli altri, ma la  condivisione degli intenti e l'impegno evangelico mi hanno fatto superare i momenti difficili. La mia partenza è stata affrettata e non ho potuto salutare molti amici, giovani del convitto, parrocchiani che ho animato e seguito per due anni. 
Con gli insegnati della scuola e il personale dell'opera c'è stato un saluto festoso alla "Laguna Vjeter" di Gures dove si mangia il pesce buono... Ma spero di tornare per qualche giorno a settembre per l'inizio del nuovo anno scolastico e per l'inaugurazione della nuova scuola ormai quasi pronta.


Intanto colgo l'occasione per salutare la comunità di Rreshen e le tante persone che non ho potuto salutare, in particolare gli alunni della scuola e del convitto che sono partiti per i loro villaggi dopo la fine dell'anno scolastico e che forse non sanno ancora che non sarò più con loro il prossimo anno.
Spero che potremo fare una festa grande con la pizza per tutti, se la cuoca Alma coadiuvata da Maria ci faranno questo regalo. Nel frattempo io sto scrivendo da Genova-Nervi, arrivato qui solo da due giorni, accolto e festeggiato dalla comunità e dai parrocchiani. Ora mi preparo a prendere possesso come nuovo parroco della bellissima chiesa  della Madonna Assunta affidata ai Padri Somaschi. Nella prossima puntata avrò molto da raccontarvi. Non mi rendo ancora conto del cambio radicale della mia residenza, ma nel cuore ho la gioia per l'obbedienza e per la disponibilità data al p. Provinciale, p. Fortunato.
 

venerdì 28 giugno 2013

MOMENTO IMPORTANTE PER LA DEMOCRAZIA ALBANESE.

Domenica 23 giugno è stata giornata di votazioni in Albania. Si sono svolte difatti nel Paese delle Aquile le elezioni politiche per il rinnovo del parlamento. Una miriade i partiti e le liste in lizza riunite in due coalizioni principali che si richiamano al centrodestra e al centrosinistra.
Il Centrodestra: Alleanza per l’impiego, il benessere e l’integrazione è capeggiato dal Partito Democratico dell’inossidabile Sali Berisha.
Quanti manifesti, ovunque volantini. Comizi e incontri porta a porta, nei bar, nei ristoranti, al mercato, nei luoghi pubblici. Caroselli di auto e supporters eccitati. E, come succede in  tutti i paesi in prossimità delle elezioni, sistemazione veloce di strade dopo l’incuria di anni, concessione facile di autorizzazioni, inaugurazioni di opere pubbliche, promesse, solo promesse.
(fiducia in Dio nostra forza)
Il Centrosinistra, Alleanza per l’Albania Europea, è capeggiato dal partito Socialista di Edi Rama . La campagna elettorale è stata accesa, vivace e …  colorata: dal blu dei democratici al rosso-ciclamino dei socialisti. Le città e i villaggi si sono riempite fino all’inverosimile di bandiere, gigantografie, La vittoria è stata grande. Ci sarà la RINASCITA?

 
Ma, a parte queste note di colore, l’evento del 23 giugno è stato certamente importante per la giovane democrazia albanese per consolidare le sue istituzioni, garantire maggiore legalità, combattere la corruzione dilagante e offrire, anche, una immagine migliore di sé al mondo intero.
I Vescovi albanesi per il bene del Paese avevano chiesto, che gli elettori premiassero quelle forze politiche che hanno nel loro programma la promozione dei valori umani, la lotta alla corruzione, i diritti inviolabili della persona, la difesa della vita e della famiglia, pietra angolare di una società sana. Ora ci saranno i fatti? Ognuno dovrà impegnarsi e responsabilizzarsi.


giovedì 27 giugno 2013

L' ENTUSIASMO DI STARE CON LA GENTE E CONDIVIDERE LA LORO VITA


 
Ero atteso nel santuario, semplice, composto da un portico, l'altare e la croce, in alta montagna sul monte Santo, sopra Orosh. Là si doveva festeggiare la nascita di Giovanni Battista. Mi avevano detto che saliva molta gente per onorare le tradizioni del luogo.
Partii quattro ore prima  per essere sicuro di arrivare in tempo per celebrare la S. Messa solenne. La strada, molto tortuosa e lunga, era frequentata dai camion per il trasporto del minerale a base di cromo verso il porto di Durres.

 In breve con l'aiuto di Gjovalin che mi accompagnava e con altre persone, siamo riusciti a organizzare i canti, le letture, il servizio dell'altare mentre io mi dedicavo alle confessioni. Lassù eravamo veramente vicini a Dio. Uomini, donne, bambini, anziane in costume, turisti, intere famiglie si sentivano pienamente coinvolte nella preghiera. C'era aria di presenza di Dio per il raccoglimento che si era creato e per la partecipazione di tutti.
Anche per i camionisti c'era aria di festa. Poter tramettere i valori della Fede anche in luoghi più impensati è una realtà che mi coinvolge molto.
 Dopo aver benedetto le tombe del cimitero, come è tradizione di ogni anno nel giorno della festa, il capo villaggio ha fatto l'invito per il pranzo con una trentina di persone nella sua famiglia formata da 12 membri. Logicamente gli uomini, in un luogo separato dalle donne, secondo la vecchia cultura, perche' essi si devono occupare di politica, e di cose serie. La grandezza delle donne sta nella capacità di armonizzare gli ambienti e servire tutti con animo semplice. 
 Il cibo locale a base di byrek, sallam, formaggio, yogurt, cetrioli, uova e il piatto forte di patatine, carne di agnello e maiale, fa onore a chi l'ha preparato ed è apprezzato dagli invitati che pasteggiano sorseggiando il raki o la birra.
 Le feste in alta montagna continuano poi dopo il tramonto con la cena che si protrae fino a notte fonda quando i sofà e materassi di fortuna accolgono tutta questa gente per il riposo notturno.
 C'è anche la tradizione che gli ospiti più in vista o chi sa leggere e scrivere, e' invitato a lasciare un messaggio e a formulare degli auspici sul librone della storia del villaggio e della famiglia, e descrivere cosa si è vissuto nella festa patronale.
Tornando a casa dopo una giornata piena  di gioia per aver vissuto con la gente, per essermi inculturato nelle loro tradizioni e feste gioiose,  ammiro ancora dall'alto i meravigliosi paesaggi e scopro che la gente in questi luoghi non ha la scuola e che per 5 mesi l'alta montagna è sommersa da tre metri di neve che impedisce loro qualsiasi spostamento, se non quello nelle loro case attrezzate per far fronte alle emergenze per il loro sostentamento e quello dei loro animali. Quanti sacrifici vivono, ma sono contenti lo stesso.
 Mi imbatto in un gregge di capre dai più svariati colori, guidate verso gli alti pascoli da un ragazzo di Rreshen che  dedica tutta l'estate all'alpeggio sugli alti monti dove si trova l'erba fresca e l'acqua buona per i suoi animali. Ci rivedremo per il ritorno a scuola? Chissa'?

 

 


 



sabato 15 giugno 2013

EVANGELIZZARE CON TUTTI I MEZZI, ANCHE CON LA SPIRITUALITA' DELLA TENEREZZA, COME DICE IL PAPA.

Oltre 120  religiosi  e religiose di trentadue congregazioni diverse hanno partecipato il 14-15 giugno 2013 all'assemblea Nazionale Albanese a SEJNT GJIN -Lesha- Erano presenti il nunzio apostolico e quasi tutti i vescovi dell'Albania per sottolineare l'importanza della vita consacrata nel processo della prima e della nuova Evangelizzazione della Chiesa nel mondo.
In uno scenario attraente per il clima di vacanze che già è avviato in una cittadina balneare, ospitati nell'Hotel Rafaelo, siamo riusciti a fare un bilancio sulla realtà dell'annuncio del messaggio evangelico nel terzo millennio guidati dal presidente e dal consiglio nazionale dello KSHEL=(Unione superiori Maggiori Albanese).
La situazione socio-politica-religiosa dell'Albania è ancora molto da studiare e le 100 congregazioni con oltre 500 tra religiosi e religiose si dedicano alle nuove vie ed ai nuovi orientamenti del papa e dell'intera chiesa sulla evangelizzazione.  
Mi ha molto colpito come dopo tanti anni di impegno, tutti abbiamo la consapevolezza che stiamo ancora ai primi passi nell'annuncio del Regno di Dio. E come se non riuscissimo mai a dare il piatto forte in un pranzo, cioè la centralità di Gesù nella vita dell'uomo, ma ci si accontentasse di pochi e poveri antipastini della catechesi ai  bambini e si trascurasse di chiedere la Fede in Gesù Cristo anche agli adulti che sono assenti.

Il grande desiderio di tutti è quello di essere il sale della terra ma in certi ambiti ci sembra di non riuscire a dare il sapore della Parola di Dio alla nostra gente molto più interessata ai valori del potere, del piacere e del denaro che ingannano l'uomo contemporaneo anche in una terra povera come l'Albania.
Da oltre 20 anni tanti religiosi sono venuti dall'estero per portare la Luce del Vangelo in questa terra martoriata dove per secoli regnavano le tenebre dell'oppressione, dell'ingiustizia, della miseria e dell'egoismo. La consapevolezza che la gioia di una vita donata interamente a Dio sta facendo breccia in molti cuori anche nel sud-Albania particolarmente abbandonato per quanto riguarda la presenza della Chiesa. Ci sono state donate delle testimonianze molto forti di come tanti si avvicinano alla Fede se si sentono amati, ascoltati, aiutati nei loro problemi personali, familiari. Ci siamo sentiti in piena sintonia con quanto dice spesso il Papa Francesco di andare incontro alla gente nelle periferie del mondo dove c'è più bisogno di educazione, di cultura, di rilancio di valori etici che riportano ogni uomo ad apprezzare la dignità e  bellezza di sentirsi  dei Figli di Dio.
C'è un bisogno estremo di riscoprire la comunità e di capire che solo con la testimonianza del comandamento nuovo vissuto tra noi si arriva a generare la presenza di Dio. Sarà Lui poi a portare avanti la grande Opera dell'evangelizzazione. Con la semplicità ed il calore umano si potrà instaurare la spiritualità della tenerezza che, come dice il Papa attuale, conquisterà molti cuori a Cristo perché attirati dal vero Amore.
 

venerdì 7 giugno 2013

UN'AMBASCIATRICE SEMPLICE, CORDIALE, CON UN BEL SORRISO.

 Non è cosa di tutti i giorni ricevere una visita importante di qualche personaggio illustre. Nel nostro piccolo siamo stati onorati della visita dell'ambasciatrice della  Cechia, che ha voluto trascorrere mezza giornata con noi.  Lo scorso anno Luigj, il segretario della nostra scuola ed io abbiamo fatto visita alla sua sede a Tirana e siamo stati accolti con tanto onore e cordialità. Da alcuni anni riceviamo aiuti economici per gli alunni della nostra scuola e per il convitto.
L'ambasciatrice ha voluto ricambiare la nostra visita e con lei abbiamo vissuto un'esperienza molto semplice, ricca di interesse da parte sua per quanto facciamo.
   Ci ha dato l'impressione di avere una cordialità raffinata.
 Mi è piaciuto molto il grande coinvolgimento per ogni momento ed aspetto della nostra vita di Sacerdoti, di educatori nel dedicarci agli alunni bisognosi dei villaggi della Mirdita. Ha voluto conoscere anche i particolari momenti di formazione dei giovani che sono il futuro dell'Albania.
Il suo sguardo ed in particolare il suo sorriso denotavano una presenza d'animo che induce al dialogo ed alla fiducia.
Con alcuni nostri insegnanti ed educatori abbiamo potuto far vistare i laboratori ed i reparti della scuola e del convitto.
 In questi mesi, oltre i corsi di idraulica, di meccanica , di elettronica e di informatica, stiamo lanciando altri due nuovi corsi  per il ramo del servizio sociale e infermieristico e del reparto alberghiero-turistico.
In Albania questi due orientamenti sono di primaria necessità e si prevede che avranno una grande importanza e sviluppo nel prossimo futuro.  L'ambasciatrice della Cechia, è stata molto contenta ed entusiasta per queste iniziative coraggiose.
Dopo aver visitato in lungo e in largo tutto l'edificio e di aver fatto buoni apprezzamenti per la pulizia, l'ordine e la buona impostazione dei vari locali adibiti ai vari ambiti scolastici, con nostra sorpresa ha voluto anche visitare l'orto che con i ragazzi del convitto coltiviamo al giovedì pomeriggio.
 Nella striscia di terreno dietro casa, lungo il muretto della cinta esteriore, abbiamo ricavato uno spazio ridotto ma sufficiente per l'insalata, i piselli, le carote, i pomodori, i peperoni, le melanzane, i cetrioli molto usati qui in Albania.
 Anche il vescovo, p. Cristoforo si è intrattenuto a lungo con l'ambasciatrice e con noi tutti per rendere onore a questa visita che ci ha molto gratificati. Siamo certi che la solidarietà del popolo ceco continuerà a sostenere la nostra opera che può continuare a svolgere un compito importante se c'è anche un buon aiuto economico da parte di molte persone e varie istituzioni.