Ero atteso nel santuario, semplice, composto da un portico, l'altare e la croce, in alta montagna sul monte Santo, sopra Orosh. Là si doveva festeggiare la nascita di Giovanni Battista. Mi avevano detto che saliva molta gente per onorare le tradizioni del luogo.In breve con l'aiuto di Gjovalin che mi accompagnava e con altre persone, siamo riusciti a organizzare i canti, le letture, il servizio dell'altare mentre io mi dedicavo alle confessioni. Lassù eravamo veramente vicini a Dio. Uomini, donne, bambini, anziane in costume, turisti, intere famiglie si sentivano pienamente coinvolte nella preghiera. C'era aria di presenza di Dio per il raccoglimento che si era creato e per la partecipazione di tutti.

C'è anche la tradizione che gli ospiti più in vista o chi sa leggere e scrivere, e' invitato a lasciare un messaggio e a formulare degli auspici sul librone della storia del villaggio e della famiglia, e descrivere cosa si è vissuto nella festa patronale.

