giovedì 13 febbraio 2014

L' IMPEGNO DEL VANGELO VISSUTO, CAMBIA LA VITA E DA' LA GIOIA DI AMARE

  Nel Vangelo  si parla di "testimonianza cristiana" e Gesù ci dice che siamo il sale (ma guai a non averne il sapore), che siamo la luce (ma guai se restiamo nascosti), che siamo testimoni, affinché gli uomini vedano le nostre opere buone e rendano grazie a Dio.
Questa é la missione di ciascuno di noi: essere sale, ed avere quindi l'attitudine a sciogliersi, ad annullarsi, perché altri acquistino sapore e vita. Impariamo ogni giorno dai Santi la radicalità della vita vissuta con Dio ed offerta nel servizio ad ogni fratello. 

Amarsi con cuore puro          «Abbiamo bisogno di dilatare il cuore sulla misura del Cuore di Gesù. Quanto lavoro! Ma è l’unico necessario. Fatto questo, tutto è fatto. Si tratta di amare ognuno che ci viene accanto come Dio lo ama. E dato che siamo nel tempo, amiamo il prossimo uno alla volta, senza tener nel cuore rimasugli d’affetto per il fratello incontrato un minuto prima.
Tanto, è lo stesso Gesù che amiamo in tutti. Ma se rimane il rimasuglio vuol dire che il fratello precedente è stato amato per noi o per lui... non per Gesù. E qui è il guaio.
La nostra opera più importante è mantenere la castità di Dio e cioè: mantenere l’amore in cuore come Gesù ama. Quindi per essere puri non bisogna privare il cuore e reprimervi l’amore. Bisogna dilatarlo sul Cuore di Gesù ed amare tutti» (Chiara Lubich, La dottrina spirituale, Città nuova 2002, p.135).
«Amiamo il prossimo uno alla volta, senza tener nel cuore rimasugli d’affetto per il fratello incontrato un minuto prima». Amare «senza tener nel cuore rimasugli d’affetto» non significa diventare insensibili e rinunciare a qualunque sentimento, bensì è un invito a donarci pienamente al fratello che ci passa accanto nel momento presente, con tutto il cuore, facendoci uno con lui, come Dio si è fatto uno con noi. 
Non dobbiamo esitare a manifestargli la nostra tenerezza, perché è Gesù che ama in noi, attraverso il nostro cuore. Non dobbiamo esitare a dirgli, con uno sguardo o un gesto: «Sei prezioso ai miei occhi» (cf. Is 43, 4), in modo che egli si senta amato. Non reprimiamo l’affetto del cuore: quando il rispetto umano potrebbe frenarci, l’amore per Gesù ci darà il giusto equilibrio.
 Amando un prossimo alla volta, esercitandoci con pazienza e con tutte le qualità dell’amore, entreremo in comunione con l’umanità intera e daremo davvero la nostra vita a Dio, che la farà arrivare là dove ce n’è bisogno. È la comunione dei santi.
 «Beati i puri di cuore perché vedranno Dio"» Mt 5, 8


















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