venerdì 1 marzo 2013

NON PERDERE NESSUNA OCCASIONE PER AIUTARE GLI ALTRI

Gesù mi aspettava  in due donne mussulmane kosovare.
 
Normalmente alla domenica mattina celebro 3 SS. Messe in tre paesi diversi sul pendio delle montagne della Mirdita in Albania. Sono parroco in una zona che comunica con la strada del Kosovo a circa 60 Km dal confine. Tornando a casa nel primo pomeriggio vedo che dalle pareti della montagna si sono staccati dei pezzi vistosi di roccia e sono sparpagliati sulla strada. A prima vista mi spavento. Rallento di brusco per non farmi tagliare le gomme da quei ciottoloni pericolosi e zigzagando riesco a scansarli tutti. Poi mi dico: “Sono stato aiutato dal cielo per non aver preso neppure un pezzo di roccia tagliente che mi avrebbe danneggiato sicuramente le gomme”. Procedo lentamente per scansare altre sorprese. Incontro una macchina ferma sul ciglio della strada. Due donne chiedono aiuto. A loro non è andata bene. Hanno una ruota scoppiata. La targa è vistosamente Kosovara. Giovalin è un catechista che mi accompagna e mi fa da interprete. Subito mi dice che sono mussulmane e dovremmo aiutarle. Ci fermiamo e  assicuriamo loro che possiamo trovare una soluzione al loro problema. Siamo in ritardo ma sento che in quel momento conta di più essere lì per risolvere il guaio di quelle due donne smarrite, mamma e figlia che stavano andando a Tirana.
L’idea di chiamare un carro attrezzi è da scartare perché non ce ne sono in zona e poi sono troppo costosi e approfittano delle emergenze altrui. Facciamo capire che nel loro bagagliaio al fondo, c’è la ruota di scorta. Ma ma il bagagliaio  è pieno stipato. Pian piano scaricano tutta la roba e le aiutiamo con delicatezza a metterla sul ciglio della strada. Mi metto a studiare il modello del Krik mai visto prima… troppo complicato e difficile per poterlo usare. Prendo il mio e riesco a sollevare la loro auto per smontare la ruota bucata. Intanto le due donne dopo un primo momento di smarrimento e di diffidenza ci dimostrano una fiduciosa riconoscenza. Il mio amico catechista, mentre io manovro per svitare i 6 bulloni spiega loro che io sono un prete cattolico e che stiamo tornando dalla Messa celebrata in quei villaggi intorno. Loro si stupiscono e meravigliate spiegano che i loro capi religiosi (i Mugiaidin?) non farebbero mai un lavoro simile. Si ferma anche un'altra auto ed un giovane completa l'operazione mettendo il ruotino e  la macchina è pronta. Possimao ripartire. Il saluto delle due donne è cordialissimo. Il loro sorriso riconoscente ci gratifica. Ripartiamo prima di loro. Il mio amico mi dice che abbiamo fatto un gesto bellissimo che le due donne mussulmane racconteranno certamente ai loro familiari ed amici. Io spiego a Giovalin che abbiamo incontrato il Signore in quelle due donne, anche se di religione diversa. Gli dico che sono molto contento. Anche lui mi dice di sentire una gioia grande inaspettata. Siamo consapevoli che, con i piccoli gesti nel dare la vita al prossimo si cambia il mondo.
 
 

 

 

 

 

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