domenica 25 marzo 2012

VITA IN ALBANIA: UNA MESSA IN MONTAGNA.

Due ore di viaggio per raggiungere i villaggi delle montagne di Kurbnesch nell'alta Mirdita dell'Albania. I posti sono incantevoli. La strada è poco più che una mulattiera in alcuni tratti. L'andatura del fuoristrada e' di 10 Km orari, per cui si può contemplare con calma il paesaggio.
 Nelle soste si cerca la compagnia delle pecore calme e concentrate nel pascolare. Rari i "furgona" dei trasportatori carichi di persone, con le bagagliere piene di sacchi, valigie, e materiali per l'edilizia.
La Messa sarà nel camposanto, dove c'è la chiesetta che ospita S. Antonio. Ci sarà molta gente. Oggi è il primo dei tredici martedi che i devoti dedicano per ottenere la sicura protezione del santo. Mi viene detto dal catechista che la gente non ha ancora capito che Dio è più grande di S. Antonio e che è Lui che opera i miracoli. Intanto confesso alcuni penitenti. Per fortuna che qualcuno capisce l'italiano.
Ai piedi della montagna ci sono i vecchi edifici costruiti dal regime comunista, tra cui un grande ospedale ormai abbandonato perchè la gente non vive più sulle montagne. Anche l'intero pendio della montagna è stato bonificato dai ruderi delle costruzioni che fungevano da abitazioni dei minatori. La gente non vuol più ricordare la vita da schivi nel lavoro delle miniere. 
La desolazione e la povertà si vedono ovunque. Si può dire che ci sono cinque Albanie. C'è la vita della capitale che è al massimo del suo sviluppo. Poi c'è l'Albania delle coste che da Scutari a Valona sta sviluppando il commercio e il turismo. C'è la terza Albania, quella della pianura che accoglie la gente dei villaggi in cerca di fortuna in piccoli appezzamenti di terreno su cui incominciano a costruire un abbozzo di casa. C'è la quarta Albania delle vallate ai piedi delle montagne. Zone povere senza possibilità di sviluppo. L'ultima Albania è quella delle zone montagnose, dove lo spopolamento è drammatico, perchè non ci sono risorse e neppure collegamenti.

 Nella pausa pranzo mangiamo un panino tipo "burek" a base di sfoglia di yogurt con salame e maionese o formaggio. Mi sono sentito pastore di un gregge di vivaci capre che volevano farci sloggiare con l'aiuto del cane.
Tutto sommato, su consiglio di Sr. Virgina, il pranzo è stato meglio terminarlo in auto. Anche Malvina che era venuta con noi da Rreshen per trovare il nonno sepolto nel cimitero del villaggio di montagna è stata più contenta di stare al riparo dai pericoli delle capre e cani molesti. La giornata si è conclusa con la foratura di una gomma. Ma l'avventura di un aiuto provvidenziale dal cielo ci ha permesso di trovare nelle vicinanze un gommista d'occasione. Dio ci ha confermato il Suo Amore, ma anche s. Antonio ha messo una buona parola.

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