sabato 19 novembre 2011

LA CARITA' verso gli altri E' LA CHIAVE DEL PARADISO

 Giorni di riflessione questi della fine di un anno liturgico...Quando penso alle inadempienze ed alle imperfezioni nel vivere da cristiano, ci sto male, ma poi mi dico che posso sempre rimediare uscendo da me stesso e andando incontro ad ogni prossimo bisognoso per risollevarlo dalle sue difficoltà. Attorno a me ne trovo sempre, soprattuto qui in Albania. Domenticando me stesso mi apro alla vita degli altri e trovo più ricca la mia vita, servendo gli altri con gesti concreti.
 Mi piace molto la frase di Gesù che dice: "Qualunque cosa avete fatto al più piccolo dei miei fratelli l'avete fatto a ME" e così so che alla fine della mia vita sarò esaminato su... quanto ho amato gli altri. A volte cerco di contare i gesti di aiuto a chi mi vive accanto.
 Ormai anche con le tecnologie moderne possiamo arrivare fino ai confini del mondo e così con le antenne riusciamo a captare le necessità e le difficoltà degli altri e assumerci l'impegno di vivere le opere di misericordia materiali e spirituali che ci daranno l'accesso al regno dei cielo. Ma senza andare troppo lontano, ho sempre vicino a me dei prossimi che mi chiedono aiuto.
 Molte volte imparo dai bambini la solidarietà. Tra di loro scatta l'immediata generosità nell'aiutarsi e sostenersi nei momenti difficili e tristi. Hanno bisogno però dell'esempio e della testimonianza di noi adulti che li guidano.
Nel   giudizio universale nel cielo, davanti a Gesù seduto sul trono della gloria avremo quel famoso esame finale che però sappiamo già come andrà a finire perchè sappiamo già quello che ci verrà chiesto: Avevo fame, avevo sete, ero nudo, ero ammalato, ero carcerato e tu mi hai sfamato, dissetato, vestito,...visitato."Qualunque cosa, hai fatto, al più piccolo...l'hai fatta a Me". Vedere in ogni volto, il volto di Gesù mi aiuta ad appassionarmi a questo comando di Gesù.
A Treviso ho visto il monumento al "volo della liberta'" e mi ha fatto pensare che chi ama il prossimo sente la leggerezza del "volo" e sente la libertà dei figli di Dio.
 A Venezia, città natale di S. Girolamo Emiliani, questa lapide all'orfanello dice:"Mi abbandonarono i miei genitori e chi mi conobbe si dimenticò di me. Il Signore mi ha custodito e nessuno mi ha fatto del male. Mi ha posto in un luogo di pace".Tramite noi Dio ama i suoi figli più bisognosi e ce ne chiederà il rendiconto... 
Che brutto sarebbe, alla fine della mia vita sentirmi dire da Gesù Cristo, re dell'universo e giudice di ogni uomo: ..."Via da Me, maledetto, nel fuoco eterno"...perchè non hai amato...
La grande tristezza della vita è quella di non essere stati utili a nessuno.
Nella mia esperienza sento che ogni giorno posso incontrare ogni prossimo col sorriso sul volto e dare gioia agli altri anche se non sempre ci riesco. Chiara Lubic dice che "neppure un'anima ci deve passare accanto invano". 


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