lunedì 2 febbraio 2015

P. GABRIELE HA UN RUOLO IMPORTANTE IN DIOCESI, ED IO LO AIUTO.

Da poco più di un anno p. Gabriele è stato scelto dal Cardinale Bagnasco  come suo delegato per tutte le comunità religiose sia femminili, che maschili. Ci sono in diocesi circa 128 Congregazioni con 1066 suore e 335 religiosi. Da poco più di due mesi anche io sono stato chiamato ad aiutarlo per la parte maschile. Ci sono ancora molte energie nelle comunità religiose, nonostante l'eta' avanzata e la mancanza di vocazioni.  Le cumunità religiose svolgono ancora un compito importante di una presenza carismatica e viva patoralmente nel territorio, accanto ai poveri,  nelle realta' scolastiche, nell'animazione giovanile,  ma c'è il pericolo che ognuno coltivi il proprio orticello senza curarsi degli altri carismi e dell'operare delle altre congregazioni. Oggi in cattedrale nella festa celebrata col Cardinal Bagnasco abbiamo sperimentato che possiamo mettere in comune le forze ed unire i nostri intenti per costruire la Chiesa Genovese con maggior efficacia e sentirci maggiormente coinvolti  nell'unico Ideale di Gesù e del Suo Vangelo. Ci stiamo provando. Oggi abbiamo fatto un passo in più verso la comunione.

LA BELLEZZA DELLA VITA CONSACRATA. ESSA CI AIUTA A GUARDARE IL CIELO.

Oggi la festa della vita consacrata è stata celebrata con grande gioia e partecipazione da quasi cinquecento suore a sacerdoti consacrati secondo i diversi carismi della Chiesa. Abbiamo pregato e riflettuto molto per capire i segni dei tempi. 
 Cosa sono chiamati a fare i religiosi e le religiose  nella chiesa del nostro tempo?  Sicuramente ad essere lievito buono nella pasta del mondo. Sentendo le testimonianze che ho ascoltato con commozione in questa festa della Vita consacrata, viene in evidenza la gioia di essere vicini al Signore, la capacita' di stare accanto alla gente e lo stile del distacco evangelico dalle cose per essere liberi interiormente. Non pensare a se' stessi ma aprirsi a Dio e agli altri per costruire il Suo Regno.


 Insieme, nella vita consacrata, possiamo accendere il desiderio di Dio nelle persone se siamo noi pieni del Suo Amore. Il Cardinale Bagnasco ci ha chiesto di incendiare Genova con l'Amore del Vangelo. Ci ha detto che siamo ancora una grande forza. Allora ci sentiamo chiamati a guardare in alto e ad affascinare le anime delle cose belle dello spirito.  

FESTA DELLA VITA CONSACRATA A GENOVA IN CATTEDRALE

Oggi per i religiosi è stata una occasione di incontro e di gioiosa riflessione. Ci siamo trovati in tanti col cardinale per pregare insieme. Oggi anche festa della luce, festa della candelora, festa della vita, festa della gioia. I consacrati sono gioiosi. Lo hanno dimostrato coi canti liturgici, con le preghiere vive e concrete, con il salutarsi cordialmente e con il conoscersi più in profondità. E' veramente un anno speciale, questo voluto dal papa, per celebrare la bellezza dei carismi delle svariate congregazioni. Crediamo anche ad un risveglio della vita dei consacrati per infuocare il mondo dell'Amore di Cristo.

domenica 1 febbraio 2015

“Festa delle luci“

Le origini cristiane della festa della Candelora

Il 2 febbraio si celebra la festa della presentazione di Gesù al Tempio, "luce delle genti". L'antico rito della processione delle candele (da cui il termine "candelora") ha reso questa "festa della luce" molto popolare.
Candelora Festa della luceIl 2 febbraio la Chiesa Cattolica celebra la Festa della Presentazione di Gesù, anche detta “Festa delle luci“. Quaranta giorni dopo il Natale, infatti, Gesù fu condotto da Maria e Giuseppe al Tempio, sia per adempiere quanto prescritto dalla legge mosaica, sia soprattutto per incontrare il suo popolo credente ed esultante. Al Tempio Maria e Giuseppe incontrano Simeone e Anna. Simeone, nel suo celebre “Cantico” riportato dal Vangelo di Luca, definisce Gesù “luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele” (cfr Lc 2,30-32).
Da qui, la festa del 2 febbraio assume il senso di “festa della luce” ed è tradizionalmente celebrata con il rito della processione e benedizione delle candele (da cui il termine “candelora”).
Secondo la liturgia Cattolica, la formula prevista per l’annuncio della processione e benedizione delle candele è la seguente:
Il Signore nostro Dio verrà con potenza,
e illuminerà il suo popolo. Alleluia.
Fratelli carissimi, sono passati quaranta giorni dalla solennità del Natale.
Anche oggi la Chiesa è in festa, celebrando il giorno in cui Maria e Giuseppe presentarono Gesù al tempio.
Con quel rito il Signore si assoggettava alle prescrizioni della legge antica, ma in realtà veniva incontro al suo popolo, che l’attendeva nella fede.
Guidati dallo Spirito Santo, vennero nel tempio i santi vegliardi Simeone e Anna; illuminati dallo stesso Spirito riconobbero il Signore e pieni di gioia gli resero testimonianza.
Anche noi qui riuniti dallo Spirito Santo andiamo incontro al Cristo nella casa di Dio, dove lo troveremo e lo riconosceremo nello spezzare il pane, nell’attesa che egli venga e si manifesti nella sua gloria.
La “Festa delle luci” ebbe origine in Oriente con il nome di ‘Ipapante’, cioè ‘Incontro’.
La prima testimonianza storicamente accertata di questa festa si ha nel secolo IV a Gerusalemme.
Una importante e antica testimonianza di questa festa ci è data da Egeria (scrittrice romana del IV-V secolo) nel suo Itinerarium Egeriae (in cui descrive un viaggio nei luoghi della cristianità). Egeria ci parla di un certo “rito del Lucernare” così descrivendolo: “Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima” (Itinerarium 24, 4).
Questo rito del lucernare pare essere una evoluzione dell’antica festa romana dei Lupercali, che si celebrava proprio verso metà febbraio.
A partire dal VI secolo la festa della Candelora si estese anche in Occidente: a Roma con carattere più penitenziale e in Gallia con carattere più festoso, grazie alla processione delle candele (candelora).
Fino alla recente riforma del calendario liturgico, tuttavia, questa festa si chiamava “festa della Purificazione della SS. Vergine Maria“, poichè si poneva l’accento sulla tradizione ebraica secondo la quale una donna era considerata “impura” (nel senso liturgico del tempo) per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva pertanto recarsi al Tempio per purificarsi.
La festa della presentazione del Signore chiude il periodo delle celebrazioni natalizie e apre il cammino verso la Pasqua.
Presentazione di Gesù al Tempio

Momento importante vissuto insieme.

Oggi, veglia di preghiera in preparazione alla giornata mondiale della vita consacrata nella comunita' dei Padri Somaschi dell'Emiliani di Nervi.
Presenti alcuni giovani, molte suore e pochi Sacerdoti. L'esperienza vissuta insieme ci ha dato la possibilita' di conoscerci, dirci che e' bello essere amati da un Dio che ci predilige e adorare insieme il Padre con canti, preghiere spontanee ed un intimo  e profondo rapporto con Lui. 
Ci siamo dati l'appuntamento per domani in cattedrale per la grande festa col Cardinale di Genova. 
Auguri ai preziosi consacrati che toccano il cielo con un dito in quanto vivono gia' di qua in piccolo, quello che vivremo nell'al di la'.

I carismi nella chiesa sono tutti belli come ogni fiore e' bello

Ce la fara' a spostarla di lochi millietri?