martedì 26 marzo 2013

Per favore, non lasciatevi rubare la SPERANZA.

C'E' ARIA DI FESTA IN GIRO.  SI AVVICINA LA PASQUA ... In questi giorni abbiamo vissuto dei momenti importanti nella vita del convitto dei Padri Somaschi di Rreshen.Anche noi, come tutti, ci siamo messi in cammino nel periodo quaresimale per migliorarci ed abbiamo scelto degli impegni per rispettare gli altri. Avere attenzione a chi ci sta accanto, accetare le diversità degli altri, capire i gusti diversi, i modi di fare che sono propri di ognuno... In particolare ai ragazzi abbiamo chiesto di non prendere in giro e deridere chi ha dei limiti e difetti. Rispettare, insomma la personalità di ognuno. Accettare anche il positivo che c'è in tutti e correggere con tatto gli sbagli degli altri...


Come digiuno abbiamo scelto di vivere i messaggi del nuovo Papa, che ci invita continuamente alla speranza, alla fiducia e alla gioia... 
 A me personalmente è piaciuto che il Papa dicesse che il pessimismo e l'amarezza sono tentazioni del diavolo. Inoltre, molte volte alcuni ragazzi, anche qui in Albania, fanno difficoltà a mangiare quello che mangiamo tutti. Far capire che quello che abbiamo in tavola, che si diversifica da quello che mangiano nei loro villaggi, mangiandolo volentieri, vivono una forma di digiuno utile per migliorarci...
Inoltre non sempre è facile ascoltare gli altri quando parlano, perchè abbiamo già le nostre idee che ci riempionola testa... Quanto è vero che prestando attenzione agli altri ci  si arricchisce del bene altrui, e ci si dà la possibilità di un dialogo costruttivo. A volte ci riusciamo bene. 
Questi giorni sono di riflessione e di impegno ad avvicinarci maggiormente a Dio. Anche coi nostri ragazzi abbiamo "gustato"la giornata dei giovani in cattedrale, dove ci sono stati momenti di preghiera, di testimonianza, di verifica con la parola del Vescovo e di fraternità costruita con il pranzo, le musiche,con balli caratteristici e i giochi fatti insieme. 
Tornando dalla Festa delle Palme ho incontrato questa donna carica del pesante fardello. Viene anche lei a Messa ogni tanto. Avrei voluto aiutarla a portare il suo peso. Ma chi era con me mi ha fatto capire che lei era più contenta di portarlo per conto suo. In me è restato il desiderio di aiutarci gli uni gli altri a portare i pesi anche morali e ciondvidere così anche le sofferenze di chi ci sta accanto.
Penso che quest'anno la Pasqua avrà un sapore particolare, perchè diversa dalle altre. Lo sento nell'aria.






























 

venerdì 15 marzo 2013

UN PAPA CHE PIACE IN QUESTO TEMPO DIFFICILE

  ANCHE A ME PIACE  QUESTO NUOVO PAPA . Lo abbiamo subito accolto e festeggiato con tutti i ragazzi del convitto di RRESHEN -Albania- ABBIAMO FATTO FESTA con il mondo intero. Le sue parole ci hanno commosso.
 "Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo … ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza".
Molto significativa la scelta del nome Francesco, perché sembra esprimere il desiderio di un ritorno alla radicalità del Vangelo, ad una vita sobria, ad una grande attenzione all’umanità.
          Ha destato molta simpatia il fatto significativo  che un gesuita abbia scelto il nome di Francesco: tutto questo significa apertura ai carismi, a tutti i carismi che ci sono nella chiesa e che portano novità di vita. 
.... "E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese.
Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza".
    E' piaciuto il suo stile semplice, familiare nella prima uscita sulla loggia: ha toccato il cuore degli uomini. Ho avuto la sensazione e la certezza che, il nuovo Papa, con il suo sirriso, con il suo saluto un pò impacciato e con le sue parole semplici ha saputo  far sentire a tutti la gioia di avere un Padre che ci vuole bene».
"E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me". A noi ora tocca ricordarlo tutti i giorni perchè anche lui prega per noi. Un grazie a Dio per il dono del nuovo Papa.
 









venerdì 8 marzo 2013

AUSPICI E AUGURI NELLA FESTA DELLA DONNA

 UNA GIORNATA PER ESALTARE IL "GENIO FEMMINILE" E IL CUORE DI OGNI MADRE....
Ho cercato di capire quale importanza ha nel 2013 la festa della donna in Albania, in particolar modo in Mirdita. Mi sono informato, ho assistito a dei momenti di festa, ho scattato foto. Ho potuto vedere come rapidamente ormai sono crollati i vecchi tabù e le nuove generazioni sono all'altezza delle generazioni d'Europa, anche se con il limite di una povertà di mezzi e la precarietà delle organizzazioni sociali e politiche.   
          La difficoltà è il passaggio dalla vecchia generazione che vive ancora dei ricordi drammatici della oppressione, dell'ignoranzeae dell'isolamento. Ma la cultura ormai è diversa e c'è un cambiamento positivo e continuo.
Stando a contatto con le famiglie, la scuola, l'ambiente di formazione scolastica e umana e la Chiesa che è inserita nel tessuto sociale, ci si rende conto che c'è ancora molta sofferenza per arrivare a dare alla donna la sua dignità, ma sul volto delle giovani donne c'è la fiducia, il sorriso e la speranza che ormai ci si è incamminati verso dei buoni traguardi a tutti i livelli. Mi piace pensare al contributo della Chiesa che svolge un compito importante per sviluppare gli Ideali umano-cristiani, riconoscere la dignità di ogni persona, e il rispetto per i più deboli ed indifesi. Anche nella nostra scuola puntiamo a questi principi evangelici con tutto l'entusiasmo possibile, aiutati da queste nostre giovani collaboratrici. 
Mi piace molto confrontare il volto di Cristo con i volti pensierosi di queste due ragazze della mia parroccchia di Reps che guardano al loro futuro ancora incerto. Il mistero della sofferenza, della croce e della morte si apre sempre alla gioia della risurrezione e della vita. E l'augurio è che il cuore materno di ogni donna sia grande come il cielo per rendere più vivibile la vita qui in terra.
 
 
 
 
 
 

giovedì 7 marzo 2013

LA FELICITA' E'....


DIVIDERE UN PANINO CON UN BAMBINO.
 E' ormai sera. Anche di notte Tirana è un incanto. La giornata è stata piena di incontri, di momenti ricchi di emozioni, e la festa è stata piacevole con tutti  in gita per le vie della città. Ai giovani è piaciuto tutto, come dicomo loro, perchè in gita si sta bene insieme e ci si diverte.


C'eravamo proprio tutti: 45 giovani del Convitto di Rreshen, i tre educatori e il  sottoscritto che guidava la comitiva. Abbiamo visitato il grande centro della Vodafon che ci aveva sponsorizzato la gita. Anche la mega scuola dei Salesiani ci era piaciuta molto perchè simile alla nostra. Ma poi ci aspettavano altre tappe. La stazione dei treni, la piazza del grande eroe Shkanderbeut glorioso a cavallo, la cattedrale dove ci ha accolti con gran simpatia il Mons. Frendo vescovo ausiliare, la piramide-tomba del dittatore Enver Ohxa... i palazzi del parlamento... ma poi il buio e la fame ci hanno fermato al portico dell'Università per la cena a base di panino e coca.
Ma non solo noi avevamo appetito... anche Agim, lo zingarello che gira per le strade, si è associato a noi, e con due occhi supplichevoli ci ha fatto capire che anche per lui la giornata è stata faticosa e che si era meritato la cena, se pur povera, da consumare con noi.
Sicuramente Agim non si era fatto probblemi perchè aveva capito che gli eravamo tutti amici. La sua presenza tra noi è stata una ricchezza perchè ci ha fatto capire il disagio di essere abbandanato, lasciato a sè stesso di notte, proprio prchè la sua condizione lo obbliga a guadagnarsi da vivere, anche se ancora così piccolo. Mi è venuto da pensare che anche s. Girolamo Emiliani aveva la caratteristica di accogliere i più sfortunati e noi lo abbiamo imitato.
Vedendo che gli zingari in città hanno il compito della raccolta di lattine e cose inutili buttate nei cassoni, ma per loro ancora utili, siamo riusciti insieme a procurargli quanto desiderava e soppratutto dargli attenzione e fargli capire che eravamo solidali con i suoi probblemi. In tutta la giornata noi siamo stati bene, ma non siamo stati egoisti perchè abbiamo sicuramente fatto star bene anche il piccolo Agim.
  Anche Alban, il nostro educatore che da poco si è laureato a Tirana, che era occupato a salutare gli amici che ha incontrato nell'ambito dell'università, ha trovato che l'amicizia con Agim ci dava la possibilità di fare un'esperienza con le difficoltà e i disagi dei più poveri e ci teneva a far capire che anche lui, come tutti, condivideva questo Ideale del nostro Fondatore s. Girolamo.
 Alla nostra partenza per il rientro a casa, Agim che vedevamo allontanarsi tutto solo con le grosse ciabatte di plastica, col panino da finire e la bibita che si sarebbe gustata poi,  ha rappresentato per tutti noi un piccolo fratello che aveva maggior valore che i monumenti visitati nella giornata. Aveva destato in noi una carica di simpatia e di amicizia gioiosa che illuminava quella giornata grigia e piovosa. Sul volto di noi tutti c'era semplicemente la felicità.
 


 

venerdì 1 marzo 2013

NON PERDERE NESSUNA OCCASIONE PER AIUTARE GLI ALTRI

Gesù mi aspettava  in due donne mussulmane kosovare.
 
Normalmente alla domenica mattina celebro 3 SS. Messe in tre paesi diversi sul pendio delle montagne della Mirdita in Albania. Sono parroco in una zona che comunica con la strada del Kosovo a circa 60 Km dal confine. Tornando a casa nel primo pomeriggio vedo che dalle pareti della montagna si sono staccati dei pezzi vistosi di roccia e sono sparpagliati sulla strada. A prima vista mi spavento. Rallento di brusco per non farmi tagliare le gomme da quei ciottoloni pericolosi e zigzagando riesco a scansarli tutti. Poi mi dico: “Sono stato aiutato dal cielo per non aver preso neppure un pezzo di roccia tagliente che mi avrebbe danneggiato sicuramente le gomme”. Procedo lentamente per scansare altre sorprese. Incontro una macchina ferma sul ciglio della strada. Due donne chiedono aiuto. A loro non è andata bene. Hanno una ruota scoppiata. La targa è vistosamente Kosovara. Giovalin è un catechista che mi accompagna e mi fa da interprete. Subito mi dice che sono mussulmane e dovremmo aiutarle. Ci fermiamo e  assicuriamo loro che possiamo trovare una soluzione al loro problema. Siamo in ritardo ma sento che in quel momento conta di più essere lì per risolvere il guaio di quelle due donne smarrite, mamma e figlia che stavano andando a Tirana.
L’idea di chiamare un carro attrezzi è da scartare perché non ce ne sono in zona e poi sono troppo costosi e approfittano delle emergenze altrui. Facciamo capire che nel loro bagagliaio al fondo, c’è la ruota di scorta. Ma ma il bagagliaio  è pieno stipato. Pian piano scaricano tutta la roba e le aiutiamo con delicatezza a metterla sul ciglio della strada. Mi metto a studiare il modello del Krik mai visto prima… troppo complicato e difficile per poterlo usare. Prendo il mio e riesco a sollevare la loro auto per smontare la ruota bucata. Intanto le due donne dopo un primo momento di smarrimento e di diffidenza ci dimostrano una fiduciosa riconoscenza. Il mio amico catechista, mentre io manovro per svitare i 6 bulloni spiega loro che io sono un prete cattolico e che stiamo tornando dalla Messa celebrata in quei villaggi intorno. Loro si stupiscono e meravigliate spiegano che i loro capi religiosi (i Mugiaidin?) non farebbero mai un lavoro simile. Si ferma anche un'altra auto ed un giovane completa l'operazione mettendo il ruotino e  la macchina è pronta. Possimao ripartire. Il saluto delle due donne è cordialissimo. Il loro sorriso riconoscente ci gratifica. Ripartiamo prima di loro. Il mio amico mi dice che abbiamo fatto un gesto bellissimo che le due donne mussulmane racconteranno certamente ai loro familiari ed amici. Io spiego a Giovalin che abbiamo incontrato il Signore in quelle due donne, anche se di religione diversa. Gli dico che sono molto contento. Anche lui mi dice di sentire una gioia grande inaspettata. Siamo consapevoli che, con i piccoli gesti nel dare la vita al prossimo si cambia il mondo.
 
 

 

 

 

 

venerdì 22 febbraio 2013

IL PROSSIMO E' UN ALTRO ME

 Mi sono trovato a Castelgandolfo in una grande assemblea di circa 800 persone per l'incontro annuale dei sacerdoti e dei religiosi dell'Opera di Maria per vivere la grande avventura dell'incontro con il fratello come altro me da accogliere, amare e servire . Un tema affascinate come lo è l'inno alla carità di S. Paolo.
In questo ambito abbiamo avuto la possibilità di ricordare delle figure importanti che sono vissute per tanti anni in mezzo a noi ed hanno dato con forza una testimonianza viva e feconda dell'Amore ad ogni prossimo che si incontra nella giornata. Padre Novo e padre Valentino sono tra i religiosi che recentemente sono partiti per il Cielo lasciando una eredità di vita, di opere e di esempi luminosi. Essi hanno costruito uno stile nuovo, sulla scia luminosa di Chiara Lubich, nell'amare gli altri come Gesù ci chiede.
 Mi è servito molto l'incontro con Don Piero Coda che nell'ambito dell'anno della Fede, commentando gli avvenimenti a 50 anni dal Concilio, ci ha affascinati e illuminati sul tema dell'Unità e della Comunione nella Chiesa. In lui si riscontra la chiarezza del teologo che vive quanto spiega ed ha la trasparenza dello Spirito. I vari momenti di riflessione si sono alternati allo scambio delle esperienze vissute che avvalorano il tema dell'Amore al fratello chie incontriamo. L'emozione di trovarmi con p. Bonaventura che ha un cammino di "Grande nell'Ideale" è stata una gioia, una ricchezza ed uno stimolo nel cammino intrapreso. Lui è un vero"piccolo" del Regno dei Cieli, per la Sapienza e la semplicità evangelica.
Anche se per poco tempo, questo convegno mi ha dato la possibilità di rivedere Don Carmine, grande amico "autentico" durante gli anni vissuti a Torino. Con lui abbiamo realizzato un vero cammino di formazione nell'Ideale e insieme ci siamo convinti che è importante che ognuno, ovunque si trovi ad operare, senta nell'anima il fascino della presenza di Gesù che opera là dove due o tre sono uniti nel Suo Nome.
Inoltre ho riscoperto la ricchezza di rivivere i rapporti belli costruiti nel tempo con tanti amici, come p. Fabio, p. Luigino, p.Cristoforo... con cui siamo riusciti a raggiungere quell'anima comune che ci fa vedere e sentire all'unissono le realtà e le persone come le vede Dio.
 A volte penso a quanto  Gesù dice:"Non voi avete scelto Me, ma io ho scelto voi..." e cerco di capire che Lui mi ha chiamato ad una novità di vita che è quella di arrivare a Lui più facilmente mediante ogni fratello che incontro... la strada mi sembra più breve e sento reali le parole di S. Giacomo che dice:"Se non ami il fratello che vedi, come puoi dire di amare Dio che non vedi?"
 In questo convegno ho avuto anche la possibilità di fare nei pomeriggi delle brevi passeggiate ed apprezzare i luoghi che sono frequentati dal Papa. Il Lago che si vede dall'alto della sede papale ha sempre un aspetto di armonia della natura che affascina e apre alla vista orizzonti sempre ridisegnati dal Suo Amore infinito che ci invitano a ricambiare il Suo Amore ovunque ci troviamo.