sabato 9 giugno 2012

UNA ASSEMBLEA IN CERCA DI QUALCOSA DI... "NUOVO"


















Anche quest'anno c'è stata la grande occasione di incontrarci a livello nazionale tra i rappresentanti delle più di cento comiunità religiose o congregazioni presenti in Albania. Eravamo tanti in rapprensentanza dei cinquecento religiosi/e che operano nella missione albanese in questi anni. Gente di valore, soprattutto le numerose suore. 
La città di Shengjin in riva al mare ha attirato tutti noi che amiamo il sole e l'aria fresca. Inutile dire che abbiamo avuto poco tempo per riposarci. Il tema del convegno era molto coinvolgente:come affrontare la nuova evangelizzazione in questa terra di missione...
 "Guai a me se non evangelizzo". Era il motto dell'assemblea che ci ha coinvolto in modo vivo. Abbiamo condiviso le esperienze dei circa 22 anni di ripresa del servizio di animazione cristiana dopo il duro regime comunista.
 I vescovi presenti ci hanno dato le direttive su come riscoprire le antiche preghiere dei cristiani, ormai dimenticate da tutti, e poi catechizzare ed evangelizzare ovunque e sempre, senza mai stancarsi. Abbiamo alternato i momenti di preghiera liturgica, alle tematiche dottrinali e bibliche sull'evangelizzazione. Anche i momenti di scambio ed i dibattiti sia in sala che nei momenti di relax sono serviti per arricchirci e ridarci la giusta carica per continuare ognuno il proprio compito affidatoci dai Superiori.
Ci è stato annunciato dai vescovi,come iniziativa del Papa per tutta la chiesa, in occasione dei 50 anni dal Concilio vat. II°, un anno  per fare il punto sulla Fede. Abbiamo capito che una cosa è la Religione con le sue tradizioni, i suoi riti, e le sue leggi, ed un'altra cosa è la Fede che ci inserisce in Cristo. 
Avremo tutto un anno per rinnovare la nostra scelta di Colui che è il Centro ed il Tutto della nostra vita di cristiani e di consacrati.Senza la radicalità di una vita vissuta interamente per Gesù, tutto appare vano ed inutile.
Andare ad aiutare i poveri, i rom, come sosteneva Fr. Luciano, che da 9 anni fa un prezioso lavoro di ricupero degli zingari della sua città e riesce a scolarizzarli fino ai livelli universitari ormai, è ottima cosa se si è motivati dall'unica forza della Fede e dell'Amore che spianano la strada alla Giustizia.
 Partendo con passo deciso, guidati dal P. Giovanni Peragine dei barnabiti, oltre che nostro presidente nazionale del KSEL, (conferenza Albanese Superiori Maggiori) da marzo scorso eletto anche presidente europeo dell 'UCESM, (unione superiori maggiori d'Europa), siamo convinti di essere maggiormente un cuor solo ed un'anima sola nell'andare ad evangelizzare per le strade dell'Albania.

Questa mattina, col desiderio di celebrare le lodi sulla riva del mare antistante alla nostra sala conferenza, ho potuto contemplare la bellezza e la freschezza del creato, mentre un mio confratello alle ore 7,30 faceva il primo bagno della stagione in questo bellissimo mare.

sabato 2 giugno 2012

ANCHE IN GITA, L'AMORE EDUCA.

Anche quest'anno come lo scorso anno abbiamo realizzato una gita premio di fine anno, per concludere festosamente la permanenza in comunità.Ci interessava stare bene insieme e costruire ancora amicizia tra tutti. 
In tutte le cose c'è sempre il bello ed il meno bello...infatti, appena partiti, dopo dieci Km la polizia ci ferma ed analizza l'autista che viene trovato positivo nell'esame del tasso alcoolico. Dopo due ore di attesa ripartiamo con un nuovo autista ma altri tre controlli della polizia rallentano il raggiungimento della meta:Tirana. Cosa stranissima!
 Dopo 4 ore di viaggio abbiamo fatto appena 60 Km. Non ci scoraggiamo; anzi siamo in festa, perchè stiamo bene tra noi. Visitiamo l'areoporto velocemente e poi raggiungiamo uno dei posti più belli della capitale: Il lago artificiale immerso in un meraviglioso parco.
Ci piace camminare, correre, svagarci e divertirci accanto la gente della città che ha usanze molto diverse da noi che proveniamo dai villaggi e dalla campagna. Osserviamo il modo originale del vestire più ricercato, forse la maggior educazione e raffinatezza dei Tiranesi.
 Ci colpiscono, percorrendo poi la via centrale, i grandi palazzi del parlamento, dei ministeri e le università che si stagliano in alto.Tirana ci pare grandiosa e bella. Tutto e' nuovo, ben curato, eccetto il mausoleo fatto costruire dal dittatore Henver Hoxa. Pare lì per ricordare il passato...





      
        Ci assale la voglia di salire di corsa questa fantomatica piramide, assaltarla per così dire, conquistarla per avere la rivalsa su colui che aveva dominato per 45 anni sulle persone, rendendole schiave e mortificando il loro spirito e la loro dignità. Ancora tutti parlano con sofferenza di questa storia.
 Dal di sopra della vecchia piramide, si può contemplare la grande capitale che conta ormai quasi un milione di abitanti. Dalla sua cima  si vedono i giardini, i grandi palazzi e si respira un senso di grandezza e di libertà. Riusciamo anche a passare accanto allo stadio.Non attira molto. I giovani tifano le squadre italiane e spagnole...
 Davanti alla cattedrale, troviamo come sorpresa gradita il Vescovo ausiliare di Tirana, Mons. Frendo Gjiergj, che si intrattiene volentieri con noi, desidera conoscerci e darci il benvenuto paterno e cordiale. Gli parliamo della nostra scuola di Rreshen, l'unica scuola professionale della regione Mirdita... un fiore all'occhiello, come si dice!               Il vescovo ci ascolta e ci saluta festoso, invitandoci ad intrattenerci un pò in chiesa.

 
Sul tardi ci aspetta una cenetta a base di pizza e coca-cola in uno dei centri commerciali dal nome strano: QTU.

 Durante il viaggio di ritorno, c'e la gioia sul volto di tutti. Sicuramente anche in questa giornata abbiamo imparato molte cose. In tutto l'anno ci siamo detti che tutto è scuola di vita. Mi viene in mente una frase: "Si educa amando, se si ama educando. L'Amore dunque educa sempre".


sabato 26 maggio 2012

I FRUTTI DI UN INTERO ANNO SCOLASTICO

Siamo in piena primavera. A Rreshen la pioggia non cenna a smettere da quasi 20 giorni. Viene voglia di godersi le rare giornate di sole con lo sport e le passeggiate . La natura è rigogliosa e verde e preannuncia che anche quest'anno si raccoglieranno i frutti. Sta finendo anche questo anno scolastico ed in giugno ci saranno gli esami. Da molte settimane chiediamo ai giovani di intensificare lo studio e l'impegno scolastico. Per il loro bene desideriamo per ciuscuno un ottimo esito nelle pagelle. Appunto la raccolta dei frutti di fine stagione o di fine anno scolastico.
     I professori intensificano le verifiche di fine anno. Gli elettricisti fanno il tirocinio pratico e si cimentano ad aggiustare il motorino del cancello elettrico. Tutti ci mettono le mani, ma il cancello non funziona ancora correttamente. Sarà troppo vecchio? 
I meccanici sono affezionati al loro trattorino rosso-blu e pare che dopo tanti tentativi per metterlo in moto, si sono accorti che mancava solo il carburante... ora è perfettamente funzionante... Era il primo anno che avevamo anche l'indirizzo di meccanica. Nel nuovo indirizzo scolastico prevediamo di organizzare meglio i vari settori in modo che i nostri studenti ecquisiscano una professionalità che dia loro un più sicuro inserimento nel lavoro. In questa fine anno scolastico, accanto alle attività impegnative si sono sviluppate anche le attività sportive nel campetto accanto alla nostra scuola. Giovedì scorso con alcuni abbiamo partecipato ad una partita di calcetto a livello nazionale tra le squadre del Rreshen e il Kukes, e purtroppo il risultato nostro non è stato beillante...abbiamo perso 5 a 2.
 Nella squadra guidata dal Prof. Luigj, il segretario della nostra squola c'erano Giergj e Aurel che hanno dato il meglio di sè stessi. Gli altri giovani, hanno fatto il tifo, ma forse non erano molto concentrati per il fatto che c'era anche una cantante di grido.
 Oltre la scuola, lo studio, la formazione ai valori, la partecipazione ai vari momenti ecclesiali come la celebrazione dei battesimi di alcuni nostri giovani e delle Cresime in programma in cattedrale domani pomeriggio, nel nostro centro ci siamo interessati anche di politica.
Quest'anno c'è stata la visita del presidente della Repubblica per le feste dei 15 anni della nascita della Diocesi, occasione in cui venne dato un riconoscimento da parte dello stato sia al Vescovo, Mons. Cristoforo, che al suo vicario, p. Lino. Anche il capo del governo Dr. Berisha, è stato a visitare la nostra cittadina che da un anno a questa parte ha migliorato alcuni servizi ed ha incentivato la cura del verde e la pulizia meticolosa per le strade. Questi aspetti hanno arricchito i nostri giovani che provengono dai villaggi e non hanno occasione di sperimentare una vera vita sociale. Anche questi sono frutti da raccogliere in questa fine anno scolastico.





domenica 20 maggio 2012

MISSIONE IN PROVA: UN BILANCIO ED UN RILANCIO

 Nei giorni scorsi la comunità dei Padri Somaschi di Rreshen in Albania ha vissuto un avvenimento eccezionale. Non Obama, nè altri personaggi si sono visti nella terra dei Balcani ma ben di meglio per noi della comunità. Sono stati da noi il p. Generale, P. Franco ed il P. Provinciale, il p.Michele che ci hanno onorati della loro visita.
Il  programma è stato intenso per il loro interessamento sull'andamento della nostra scuola con i nuovi sviluppi. Infatti da pochi giorni abbiamo ottenuto dal Ministero della pubblica istruzione di essere scuola professionale a tutti gli effetti con ben 6 corsi specifici e adeguati alle nuove richieste degli studenti che vogliono qualificarsi meglio per un futuro lavoro più sicuro. 
 Era la terza visita che p. Franco effettuava presso la nostra opera in questi ultimi sei anni.Tra l'altro ci ha detto che nel suo programma visiterà le comunità dei Padri Somaschi dell'est europeo ed ha iniziato dall'Albania che apre le porte all'oriente. Incontrando Mons. Cristoforo, il Vescovo di Rreshen, ha potuto conoscere la collaborazione stretta e la piena sintonia che c'è tra lui e noi Padri.

Sabato, giorno libero dalla scuola, lo abbiamo dedicato alla visita delle sei parrocchie in cui noi tre Padri Somaschi operiamo: Vela, Fang, Bukmire, Gesich, Sphal e Reps. Il P. Generale ha potuto constatare che la nostra missione, anche se è sempre in difficoltà, ha però la
caratteristica della forte significatività della nostra presenza. Operiamo in modo vivo e sempre in rinnovamento, per inculturarci ed adeguarci alle situazioni più imprevedibili. Abbiamo spesso l'impressione che qui in Albania bisogna ricominciare da capo a ricostruire le tradizioni cattoliche scomparse, evangelizzando i ragazzi e le famiglie e ricuperando i valori spazzati via dalle ideologie passate. La Provvidenza ci manda molti aiuti ed il sostegno di persone che collaborano alla nostra missione in ogni modo. Ad essi siamo molto grati perchè insieme si opera meglio.
  
Col p. Generale, il p. Provinciale e il p. Michele, abbiamo avuto la possibilità di visitare chiese ortodosse e moschee in Kossovo, che ci sono apparse vere e grandiose cattedrali per il loro splendore e la loro grandezza. La presenza cattolica è veramente in minoranza, ma non è che l'Islam incida molto sulla vita e sui costumi della gente che pare ispirarsi al mondo occidentale.
Ci ha colpito come all'imbrunire della sera ci siano tantissimi giovani che si riversano sulle strade per incontrarsi e far festa camminando  a frotte, velocemente, con un senso di ilarità e libertà. I giovani sono ancora semplici e belli perchè hanno poche risorse economiche e quindi si accontentano del poco che hanno. Si preparano ad un futuro che speriamo migliore.
 Nell'occasione di questa importante visita dei nostri superiori abbiamo potuto fare un bilancio sul nostro radicarci come Padri Somaschi in Albania. Certamente un bilancio ed un rilancio della nostra Missione che è ancora in prova. Intanto sentiamo di essere una comunità che ci crede in quello che fa e ci mette l'entusiasmo e ci confrontiamo spesso con la chiesa locale e le altre realtà. Sappiamo di evangelizzare, chiamati da otto anni nel campo dell'istruzione e della cultura per incidere meglio nel campo sociale. La Mirdita è una regione aspra e selvaggia, bella e povera, ma anche genuina e in attesa di una identità che la rilanci per non lasciarsi sfuggire gli abitanti verso le zone più pianeggianti, più comode e più ricche ma meno belle.
Le sorti del futuro sono nelle mani comunque della gente del posto che dovrà amare la propria terra e la propria gente, anche col nostro aiuto di missionari.








domenica 13 maggio 2012

ANCHE IN ALBANIA ... INSIEME PER L'EUROPA

          
                                      Sabato 12 maggio ho partecipato alla giornata Ecumenica Europea a Tirana, in concomitanza al convegno di Bruxelles, per costruire il cammino "Insieme per l'Europa"promossa dai movimenti, comunità e associazioni di varie chiese tra cui Cattolici, Ortodossi ed Evangelici. Con alcuni giovani della nostra scuola di Rreshen, fin dal mattino siamo giunti al magnifico parco del lago artificiale per partecipare ai momenti di riflessione per giovani. Abbiamo contribuito ad abbellire l'ambiente col verniciare cassonetti, armonizzandoci con la natura e creando fratellanza tra tutti. Ci sono piaciuti i 7 grandi sì alla vita, alla natura, alla solidarietà, alla pace, alla responsabilità sociale, all'economia giusta, al valore della famiglia.
  Dopo il pranzo consumato festosamente insieme, siamo scesi in un lungo e ordinato corteo per le vie del centro di Tirana, per incontrare le autorità e seguire in diretta il collegamento con Bruxelles e le 140 città europee collegate.
                                    Ho avuto la bellissima impressione che i giovani aiutano gli adulti a diffondere una nuova cultura dell'Unità.
 Essi guardano lontano e sono affascinati da un Ideale che accomuni le loro aspirazioni di fratellanza e di comunione.

 Passando davanti alla piramide ormai in disfacimento del mausoleo che doveva contenere le spoglie del duro dittatore Enver Osha, ho avuto la netta sensazione che, l'oppressione e le chiusure del passato hanno lasciato il posto alla ricerca comune del dialogo, dei valori spirituali, del servizio e del bene comune. Mi sembra di aver capito che il governo albanese presto demolirà questa struttura per rompere con il passato ed aprirsi ad un futuro di valori più universali ed umani. 
Nello sguardo perplesso di questa giovane dottoressa che insegna all'Università Cattolica e che ho conosciuto in sala-auduturium nel pomeriggio, mi è sembrato di cogliere la serietà dell'impegno nel rinnovare i giovani Albanesi con la cultura aperta agli Ideali cristiani. Cosa non facile ma con l'aiuto ed il sostegno delle forze cristiane che già sono unite si otterrànno i frutti positivi.
       Un particolare incontro fin dal mattino con questo giovane vescovo ortodosso, mi ha dato la possibilità di instaurare con lui una fratellanza spontanea e bella ed ho avuto la gioia di poter dire che c'è tanta ricchezza nell'unità anche rispettando la diversità. E' sempre Dio che fa cose grandi.